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Featured Track

Manifesto

ITALIANO:

Non siamo qui per chiedere attenzione.

Siamo qui per interrompere il rumore.

Viviamo nell'epoca in cui tutto viene consumato prima ancora di essere capito. Le opinioni durano un giorno. Le canzoni quindici secondi. Gli artisti rincorrono algoritmi che cambiano più in fretta delle persone.

Ci hanno convinto che esistere significhi essere visibili.

Noi abbiamo deciso di sparire.

LO SCISMA significa questo.

Tagliare.

Separarsi.

Rompere un equilibrio costruito sull'abitudine.

Rifiutare una direzione scelta da altri.

LO SCISMA non è soltanto il nome della band.

È una scelta.

È il momento in cui smetti di chiederti cosa il sistema si aspetta da te e inizi a chiederti cosa sei disposto a perdere per restare fedele a te stesso.

Nel 2024 abbiamo preso una decisione controcorrente.

Abbiamo costruito questo progetto lontano dai social.

Lontano dalla rincorsa ai numeri.

Lontano dall'illusione che un algoritmo possa decidere il valore di una canzone.

Abbiamo scelto il tempo.

Le persone.

Le sale prove.

Le strette di mano.

Le notti passate a discutere di musica.

Il passaparola.

Perché volevamo dimostrare una cosa: che fuori dalle logiche del sistema è ancora possibile costruire una comunità.

Una comunità fatta di persone che scelgono di esserci.

Non perché glielo suggerisce un'applicazione, ma perché credono ancora che la musica possa cambiare qualcosa.

Anche una persona alla volta.

LO SCISMA non nasce per occupare uno spazio nel mercato.

Nasce per aprire una frattura.

Ogni canzone è una crepa.

Ogni concerto è una domanda.

Ogni testo è un rifiuto.

Rifiuto della propaganda.

Rifiuto dell'indifferenza.

Rifiuto della paura venduta come sicurezza.

Rifiuto dell'obbedienza raccontata come normalità.

Non ci interessa dire alle persone cosa pensare.

Ci interessa ricordare loro che possono ancora farlo.

Da sole.

Dietro LO SCISMA ci sono musicisti che hanno scelto di costruire il proprio percorso senza aspettare che qualcuno aprisse loro una porta.

Alex Miconi, fondatore, chitarrista e autore del progetto, è tra i fondatori dei Vlad In Tears, una delle band italiane che ha costruito gran parte della propria carriera oltre i confini nazionali, attraverso tour europei, festival internazionali e numerose pubblicazioni discografiche.

Sandro Spaziani, già batterista dei Vlad In Tears, ha trasformato la propria esperienza nella nascita e nello sviluppo di 100x100 Batteristi, uno dei più importanti progetti collettivi dedicati alla batteria in Italia, capace di riunire centinaia di musicisti sullo stesso palco e di creare una comunità reale attorno alla musica.

Claudia Massaroni (Chloé Live) completa il progetto con una voce e una presenza scenica maturate negli anni nella scena underground romana, dove ha costruito un'identità artistica riconoscibile, intensa e profondamente personale.

Tre percorsi diversi.

Una sola decisione.

Non siamo contro la tecnologia.

Siamo contro tutto ciò che trasforma le persone in numeri.

Non siamo contro il successo.

Siamo contro l'idea che il successo debba essere l'obiettivo.

Non siamo contro il mercato.

Siamo contro un mercato che ha dimenticato il significato della parola cultura.

Non siamo qui per essere accettati.

Siamo qui per ricordare che esiste ancora la possibilità di scegliere.

Perché ogni cambiamento comincia sempre con una frattura.

Ogni rivoluzione inizia nel momento in cui qualcuno smette di obbedire.

Ogni identità nasce quando si ha il coraggio di separarsi.


LO SCISMA

Non siamo una band...

Siamo una scelta...e ci va bene così...


Se sei arrivato a leggere fin qui, probabilmente hai già capito che questo non è un EPK.

È un invito.

Non certo a seguirci.

A fermarti.

A spegnere il rumore.

A dubitare delle risposte facili.

A tornare a fare domande.

Perché il sistema non ha paura della musica.

Ha paura delle persone che, grazie alla musica, ricominciano a pensare.

Benvenuto ne LO SCISMA

ENGLISH:

Manifesto

We are not here to ask for attention.

We are here to interrupt the noise.

We live in an era where everything is consumed before it is even understood. Opinions last a day. Songs last fifteen seconds. Artists chase algorithms that change faster than people do.

They convinced us that to exist is to be visible.

We chose to disappear.

LO SCISMA means exactly that.

To cut.

To separate.

To break an equilibrium built on habit.

To reject a direction chosen by someone else.

LO SCISMA is not just the name of a band.

It is a choice.

It is the moment when you stop asking what the system expects from you and start asking yourself what you are willing to lose in order to remain true to who you are.

In 2024, we made a decision that went against the current.

We built this project away from social media.

Away from the race for numbers.

Away from the illusion that an algorithm can determine the value of a song.

We chose time.

People.

Rehearsal rooms.

Handshakes.

Long nights spent talking about music.

Word of mouth.

Because we wanted to prove one thing: that it is still possible to build a community outside the logic of the system.

A community made of people who choose to be there.

Not because an app suggested it.

But because they still believe that music can change something.

Even if it's only one person at a time.

LO SCISMA was not created to occupy a space in the market.

It was created to open a fracture.

Every song is a crack.

Every concert is a question.

Every lyric is an act of refusal.

A refusal of propaganda.

A refusal of indifference.

A refusal of fear sold as security.

A refusal of obedience disguised as normality.

We are not interested in telling people what to think.

We want to remind them that they still can.

On their own.

Behind LO SCISMA are musicians who chose to build their own path instead of waiting for someone else to open a door.

Alex Miconi, founder, guitarist and songwriter of the project, is among the founding members of Vlad In Tears, one of the few Italian bands to build most of its career beyond national borders through European tours, major international festivals and numerous record releases.

Sandro Spaziani, former drummer of Vlad In Tears, turned his experience into the creation and growth of 100x100 Batteristi, one of Italy's most important collective drumming projects, bringing together hundreds of musicians on the same stage while building a real community around music.

Claudia Massaroni (Chloé Live) completes the project with a voice and stage presence shaped over years within Rome's underground scene, where she has built an artistic identity that is distinctive, intense and deeply personal.

Three different paths.

One single decision.

We are not against technology.

We are against everything that turns people into numbers.

We are not against success.

We are against the idea that success should be the goal.

We are not against the market.

We are against a market that has forgotten the true meaning of the word culture.

We are not here to be accepted.

We are here to remind people that choosing is still possible.

Because every change begins with a fracture.

Every revolution begins the moment someone stops obeying.

Every identity is born the moment someone finds the courage to break away.

LO SCISMA

We are not a band...

We are a choice.

And we are perfectly fine with that.


If you've read this far, you've probably already understood that this is not an EPK.

It's an invitation.

Not to follow us.

But to stop.

To silence the noise.

To question easy answers.

To start asking questions again.

Because the system is not afraid of music.

It is afraid of people who, through music, begin to think again.

Welcome to LO SCISMA.

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Here's the link to our interview on Rock DNA Magazine, Philadelphia - USA

https://www.rockdnamag.com/post/interview-get-to-know-lo-scisma

Cosa disse di noi BUSCADERO qualche mesetto addietro:

LO SCISMA – I Mercanti della Pace

C'è una differenza sostanziale tra una band che cerca di sembrare arrabbiata e una band che ha davvero qualcosa da dire.

LO SCISMA appartiene decisamente alla seconda categoria.

In un panorama in cui il rock italiano sembra spesso diviso tra nostalgia e ricerca disperata del singolo da playlist, il trio sceglie la strada meno comoda: riportare al centro il peso delle parole.

"I Mercanti della Pace" non è un disco pensato per accompagnare un aperitivo. È un album che pretende attenzione.

Musicalmente il gruppo costruisce un linguaggio personale partendo da groove granitici, basso sempre in primo piano, chitarre essenziali e una scrittura ritmica che guarda tanto al rock alternativo quanto alle contaminazioni urban, senza mai trasformarsi in un semplice esercizio di stile.

Ma è soprattutto nei testi che LO SCISMA trova la propria identità.

Non c'è retorica rivoluzionaria, né la tentazione di trasformare ogni canzone in uno slogan politico. C'è invece una riflessione costante su potere, consenso, propaganda, alienazione e responsabilità individuale. La rabbia non è mai fine a sé stessa; è il risultato di un'osservazione lucida della realtà.

La voce di Claudia Massaroni evita volutamente ogni virtuosismo. Interpreta i brani con un'urgenza quasi teatrale, alternando controllo e tensione emotiva, mentre il lavoro di Alex Miconi alle chitarre privilegia il groove rispetto alla dimostrazione tecnica. Sandro Spaziani costruisce una sezione ritmica solida, dinamica, capace di lasciare respirare i brani senza rinunciare all'impatto.

L'aspetto più interessante, però, è probabilmente un altro.

LO SCISMA sembra nascere in aperta controtendenza rispetto all'industria musicale contemporanea. Mentre gran parte dei nuovi progetti viene progettata per gli algoritmi, questa band dà l'impressione di essere stata pensata per il palco. C'è una fisicità nella scrittura che fa immaginare questi brani davanti a un pubblico, più che dentro uno schermo.

Non tutto è perfetto.

A tratti il disco insiste molto sul proprio immaginario e qualche episodio avrebbe probabilmente guadagnato da una maggiore sottrazione. Ma è un limite che deriva dall'ambizione, non dalla mancanza di personalità.

"I Mercanti della Pace" non cerca scorciatoie.

È un esordio che divide, prende posizione e rifiuta qualsiasi forma di neutralità.

Ed è forse proprio questo il suo pregio maggiore.

Voto: 8,5/10

"In un'epoca in cui molti artisti cercano di essere accettati, i ragazzi de LO SCISMA sembrano interessati soprattutto a essere necessari."

Cosa pensa di noi OndaRock:

LO SCISMA – I Mercanti della Pace

Ogni generazione ha il rock che si merita.

E ogni tanto compare una band che ricorda quale fosse, in origine, il motivo per cui il rock è nato.

Non per intrattenere, ma per disturbare, per mettere in discussione, per costringere chi ascolta a scegliere da che parte stare.

Negli ultimi vent'anni il rock italiano ha spesso rincorso due estremi opposti: da una parte la nostalgia, dall'altra il tentativo di inseguire un linguaggio pop sempre più innocuo. Nel mezzo, pochissimi hanno avuto il coraggio di recuperare la funzione originaria della musica come atto politico nel senso più profondo del termine: non propaganda, ma presa di coscienza.

LO SCISMA arriva esattamente in questo vuoto.

E lo riempie con una maturità sorprendente.

"I Mercanti della Pace" non è un disco che chiede di essere ascoltato.

Pretende di esserlo.

Già dal titolo emerge un'intenzione precisa: mettere il linguaggio davanti alle proprie contraddizioni. L'espressione "mercanti della pace" è una provocazione che attraversa tutto il lavoro come una domanda irrisolta. Chi vende la pace? Chi la racconta? Chi la trasforma in uno strumento di consenso?

L'album non risponde.

Non gli interessa.

Preferisce lasciare l'ascoltatore solo davanti alle proprie convinzioni.

È qui che LO SCISMA prende le distanze da buona parte del rock di denuncia contemporaneo.

Non cerca slogan.

Non cerca nemici facili.

Non offre soluzioni.

Offre attrito.

Musicalmente il disco rifiuta qualsiasi classificazione rassicurante.

L'ossatura è costruita su groove pesanti e chirurgici, dove il basso smette di essere semplice sostegno armonico per diventare il centro gravitazionale di ogni composizione. Le chitarre rinunciano al virtuosismo, preferendo lavorare sulla tensione, sulla ripetizione e sul peso specifico di ogni singola nota.

È una scelta intelligente.

In un'epoca in cui molti musicisti cercano di dimostrare quanto sappiano suonare, LO SCISMA dimostra quanto sappia togliere.

Ogni arrangiamento sembra rispondere a una sola domanda.

"Serve davvero?"

Quando la risposta è no, il superfluo scompare.

Il risultato è un disco che respira.

Che lascia spazio ai silenzi.

Che capisce come il vuoto possa essere più violento del rumore.

La sezione ritmica è probabilmente l'elemento più impressionante dell'intero lavoro.

Sandro Spaziani costruisce pattern che sembrano più vicini alla logica della musica urbana che al rock tradizionale, mentre il basso si muove con una libertà rarissima nel panorama italiano, trasformando il groove in una vera struttura narrativa.

Sopra tutto questo si inserisce la voce di Claudia Massaroni.

Ed è qui che il disco cambia definitivamente pelle.

Massaroni evita sistematicamente qualsiasi compiacimento interpretativo.

Non cerca l'acuto a tutti i costi.

Non cerca l'applauso.

Non cerca nemmeno di essere "bella".

Sceglie invece una strada molto più difficile.

Essere credibile.

Ogni parola sembra pronunciata perché necessaria.

Mai perché efficace.

È una differenza enorme.

Ed è proprio questa differenza a rendere memorabili molte delle interpretazioni presenti nell'album.

Il lavoro di Alex Miconi, invece, è forse quello meno appariscente e proprio per questo più determinante.

La sua scrittura chitarristica dimostra una consapevolezza rara: capire quando la chitarra debba guidare un brano e quando invece debba limitarsi ad alimentarne la tensione. Non c'è alcuna ricerca dell'assolo come momento identitario. L'identità nasce dalla composizione.

È una scelta che racconta molto dell'esperienza internazionale maturata negli anni e della volontà di mettere il progetto davanti ai singoli musicisti.

Ma la vera forza di "I Mercanti della Pace" risiede altrove.

Nel coraggio di pubblicare un disco che parla apertamente di lavoro, guerra, propaganda, alienazione, manipolazione mediatica e responsabilità individuale senza cadere nella tentazione dell'appartenenza ideologica.

LO SCISMA non sembra interessata a convincere nessuno.

Vuole soltanto rompere l'equilibrio.

Ed è probabilmente questo il significato più autentico del nome scelto dalla band.

Uno scisma non è un'esplosione.

È una separazione.

Il momento in cui si smette di riconoscersi in un ordine prestabilito.

Anche il percorso scelto dal gruppo appare coerente con questa visione.

In un settore sempre più ossessionato dalla presenza continua sui social, LO SCISMA ha costruito il proprio progetto privilegiando il tempo, il confronto diretto, la comunità e il passaparola.

Una scelta che oggi può sembrare controcorrente.

O forse semplicemente rivoluzionaria.

"I Mercanti della Pace" non è perfetto.

Ed è un bene.

Perché i dischi perfetti finiscono spesso per essere dischi innocui.

Questo, invece, conserva quella ruvidità che appartiene alle opere destinate a lasciare un segno.

Non tutto convince allo stesso modo.

Non tutto cerca di convincere.

Ma ogni minuto dell'album comunica una cosa ormai rarissima.

Necessità.

E quando un disco diventa necessario, smette di appartenere al mercato.

Comincia ad appartenere al tempo.

SCISMA non ha realizzato soltanto un debutto.

Ha firmato un manifesto.

Un manifesto che ricorda come il rock non sia mai stato un genere musicale.

Sia sempre stato, prima di tutto, un gesto di disobbedienza.


Voto: 9,2/10

"Mentre molti cercano disperatamente un posto nelle playlist, LO SCISMA sceglie un luogo molto più difficile da occupare: la coscienza di chi ascolta."

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